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Riccardo Migliori, le ragioni del Sì

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Riforma Costituzionale, le ragioni del sì. Il 4 dicembre è alle porte. Gli italiani decideranno se approvare o respingere la proposta di riforma costituzionale promossa dal governo. La riforma prevede modifiche dell’assetto istituzionale: il superamento del bicameralismo paritario e la riforma del Titolo V; 47 dei 135 articoli della carta costituzionale saranno modificati se l’elettorato italiano voterà sì al quesito referendario, per il quale, non è previsto il quorum.

Il dibattito sulla riforma è stato ed è ampiamente politicizzato, ma i diversi comitati nazionali che si battono per la vittoria del sì al referendum, che abbracciano tutte le sigle politiche, spostano quotidianamente l’attenzione alla riforma nel merito.

L’ex parlamentare Riccardo Migliori (Ncd), già Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea dell’OSCE, fa parte del Comitato Nazionale “Liberi Sì. Le ragioni del Sì” e spiega le ragioni del suo sostegno alla campagna referendaria per il sì. “Una riforma costituzionale è necessaria in Italia. La vittoria del sì porterà a un miglioramento dell’assetto istituzionale con il superamento del bicameralismo paritario. Si arriverà dunque a una maggiore governabilità: il governo sarà più stabile perché non dovrà chiedere il voto di fiducia a entrambe le camere. Il superamento del bicameralismo e il nuovo senato che avrà funzione di raccordo tra lo stato, le regioni e i comuni, oltre quella di valutare le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni, avvicinerà i cittadini alle istituzioni.”

L’On. Migliori persegue con coerenza l’obiettivo di riforma costituzionale dal 2006, quando una proposta di riforma fu presentata dal centro- destra. “Da allora- spiega- tante sono state le occasioni perdute per legiferare per una contrapposizione Stato- Regioni”. In qualità di membro e poi Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea dell’OSCE, si sofferma sui rapporti tra il nostro Paese e l’Unione Europea in chiave costituzionale: “Il rapporto con l’Ue non cambia con la riforma. Nell’Art. 117 è stato apportato un miglioramento lessicale, ma non c’è stata nessuna modifica pratica rispetto alla situazione attuale. Nella storia, il nostro parlamento non ha mai votato contro le istituzioni comunitarie. Chi parla di volere uscire dall’Europa, perde di vista che il nostro essere europei ha portato più di mezzo secolo di pace, stabilità e progresso”.

L’On Migliori annuncia che saranno molti gli eventi in Toscana per il Sì- che di volta in volta pubblicheremo- per fare una corretta informazione sulla proposta di riforma costituzionale.

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About the author

Chiarastella Foschini

Giornalista, una laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Napoletana di nascita, fiorentina di adozione e innamorata della Toscana.

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