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Rete Dafne, tutela per le vittime di reato

 

Apre Dafne Firenze per la tutela delle vittime di reato di ogni età, nazionalità, etnia, religione, condizione sociale ed economica che si rivolgono alla giustizia e alle forze dell’ordine.

Firenze è la seconda città in Italia dopo Torino ad ospitare il Centro che sarà operativo dal 23 gennaio con sede in una zona centrale della città e della quale, per ovvie ragioni di sicurezza, viene diffuso solo il numero telefonico (055 2616422). In quella sede troveranno ascolto e sostegno le persone vittime di reato che saranno aiutate a titolo assolutamente gratuito da professionisti di diritto, di sostegno psicologico, di trattamento integrato psicologico e psichiatrico e di mediazione.

L’avvio dell’operatività della rete è stato comunicato stamani al Palagio di Parte Guelfa in occasione della conclusione del corso di formazione per coloro che opereranno in questa struttura e che è stato tenuto da Rete Dafne Torino.

“Con la consegna degli attestati del corso di formazione per gli operatori che opereranno presso la sede del progetto Rete Dafne Firenze ci avviciniamo a grandi passi verso l’apertura del nuovo Centro che sarà operativo dal 23 gennaio – ha detto l’assessore al Welfare Sara Funaro –. Grazie alla nuova struttura le persone che subiscono reati e che hanno il coraggio di denunciare gli atti subiti non si sentiranno più smarrite perché vi troveranno tutta l’assistenza di cui hanno bisogno. E a seconda del problema saranno messe in contatto con le associazioni, che si occupano di quel problema specifico. La Rete Dafne Firenze va infatti ad affiancarsi e a facilitare il lavoro già svolto dalle varie realtà associative del territorio su un tema delicato come quello della tutela e della protezione delle persone che subiscono violenza o un reato, che è una delle priorità dell’amministrazione comunale”.

”Siamo davvero felici di poter salutare oggi l’avvio operativo del progetto – ha dichiarato Simone Stefani – perché sarà da ora possibile per coloro che saranno interpellati da una persona offesa (operatori sociali e sanitari, Pubblico Ministero, personale di Polizia Giudiziaria, rappresentanti delle Forze dell’Ordine) informarla della possibilità di rivolgersi alla Rete Dafne Firenze per ricevere assistenza di carattere psicologico, medico-psichiatrica e legale anche finalizzate al sostegno per la scelta se presentare o meno querela o di fruire dell’attività di mediazione. La direzione ‘politica’ in cui il progetto si colloca è quella che va verso un società civile oltreché decente dove poter non cancellare la memoria di un evento doloroso, ma mantenerlo senza riattivare continuamente quella sofferenza atroce che inchioda al drammatico fotogramma del film di un’intera vita”.

L’incontro odierno, con la consegna alla quindicina di corsisti degli attestati di partecipazione, fondamentali per poter lavorare nella rete Dafne Firenze, ha segnato la conclusione del percorso formativo rivolto ai professionisti (avvocati, psicologi, psichiatri, mediatori) che si occuperanno dell’assistenza e dell’accompagnamento delle vittime.

Contemporaneamente a questo percorso, sono continuati i lavori della cabina di regia, formata dalle istituzioni firmatarie del protocollo, per provvedere alla gestione dei singoli aspetti del progetto nato in attuazione della direttiva europea 29/2012 che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato. Tra i compiti futuri anche l’opera di sensibilizzazione delle forze dell’ordine e di altre istituzioni collegate a queste problematiche e lo sviluppo della Rete in altre grandi città italiane. La sede fiorentina è stata messa a disposizione dal Comune ed è formata da due stanze: una dedicata alla segreteria l’altra all’accoglienza e al sostegno.

“La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze – ha dichiarato il Direttore generale Gabriele Gori – crede moltissimo a questo progetto ed è orgogliosa del fatto che, dopo Torino, dove questa esperienza è nata, sia Firenze la seconda tappa. E’ una città che, da secoli, ha nei suoi cromosomi i temi dell’accoglienza e dell’ascolto che l’hanno resa un punto di riferimento internazionale e la nuova struttura aggiunge una perla importante ad una collana già ricchissima. Questa esperienza segna, ancora una volta, la positiva sinergia tra soggetti pubblici e privati con l’unica finalità di dare un sostegno pratico e tangibile a persone che hanno vissuto momenti di grande sofferenza e disagio. All’associazione Aleteia un particolare ringraziamento per la passione con cui stanno operando”.

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