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Restaurata la Cappella Capponi, scrigno del Pontormo a Firenze

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E’ da poco terminato il restauro alla Cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita interamente realizzato con il contributo della Fondazione Friends of Florence, attraverso i suoi donatori Kathe e John Dyson. L’intervento è stato eseguito dal restauratore Daniele Rossi, sotto l’Alta Sorveglianza del Dott. Daniele Rapino, già funzionario per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Prato e Pistoia.

IL RESTAURO I lavori iniziati nel marzo del 2017, il cui costo complessivo è stato di 120.000,00 euro circa, sono durati circa un anno e hanno interessato l’intero complesso architettonico e le straordinarie opere d’arte in esso contenute. Daniele Rossi, esperto conoscitore della materia e della tecnica di Pontormo, acquisite con il restauro di altri capolavori dell’artista, assieme ai suoi collaboratori è intervenuto con restauro e manutenzione su tutte le superfici della cappella, esclusi gli Evangelisti già restaurati dallo stesso nel 2010.

“Non capita sovente di trovare un benefattore che si faccia carico del completo restauro di un’architettura, ricca di opere d’arte come la Cappella Capponi di Santa Felicita – spiega Daniele Rapino che così continua – l’intervento ha restituito leggibilità e luminosità all’intera struttura, mortificata da abbondanti depositi di sporco, alterazioni dei colori dovute a vernici ingiallite date in precedenti restauri e vecchie integrazioni di parti mancanti ossidate nel tempo. Ancora più forte sarà ora la meraviglia dei visitatori nell’ammirare quei colori brillanti e ricchi di cangiantismi che il Pontormo ha creato per la Deposizione, gli azzurri accesi, i tenui rosati, la pelle che si confonde con gli abiti e gli sguardi ancora più vivi e carichi di dolore e angoscia. Vive di una nuova luce rischiarata anche l’affresco dell’Annunciazione, ambientata in una disadorna stanza che simula la realtà come se fosse l’ambiente attiguo della Cappella.

Lo stesso può dirsi dei variegati marmi che compongono il bellissimo monumento seicentesco, in commesso di pietre dure, dedicato a S. Carlo Borromeo, nonostante la forte cesura creata nell’impianto prospettico ideato dal Pontormo e che separa la Madonna dall’Angelo annunciante. Anche le antiche lapidi sepolcrali ed encomiastiche sono tornate con i marmi lucidi e le scritte leggibili e risaltano ancor più sugli intonaci ora puliti e luminosi. Novità assoluta, inoltre, è la scopritura della decorazione a lacunari della cupolina, realizzata da Domenico Stagi intorno al 1770 e celata, oramai da più di ottanta anni, da uno spesso strato di calce. Questi restauri, inoltre, hanno dato la possibilità di meglio approfondire la conoscenza dell’architettura della Cappella Barbadori che Filippo Brunelleschi realizzò nel 1420 circa, e che cento anni più tardi il Pontormo rispettò nella sua interezza. Sono ancora presenti infatti, le tracce di una sontuosa decorazione in oro e blu con cui Brunelleschi rivesti i capitelli in pietra serena, a richiamare i colori dell’Arme Barbadori. Parte di questi capitelli e lesene sono ancora visibili, mentre il restante è celato all’interno delle strutture sovrammesse nei lavori di rinnovamento della chiesa del 1735.

Con le indagini approfondite è riemersa anche parte della cupola originaria, più svettante e ampia di quella attuale costruita nel 1766. È così confermata la notizia tramandata da Vasari, per cui Brunelleschi, prima di cimentarsi nel suo capolavoro in Santa Maria del Fiore, creò nella Cappella Barbadori in Santa Felicita il suo modello di cupola”. Il restauro è stato infatti l’occasione per realizzare un’indagine strutturale della cappella che ha portato a interessanti scoperte: infatti in collaborazione con l’Università di Firenze, Dipartimento di Scienze della Terra – Geologia strutturale, diretto dal prof. Massimo Coli con cui sono state analizzate le cortine murarie, si è potuto accertare l’esistenza di parte della cupola antica realizzata dal Brunelleschi con i mattoni murati a spina di pesce. Per favorire una migliore fruizione dell’intero complesso è stato realizzato un nuovo impianto illuminotecnico, offerto dalla Fondazione Palazzo Strozzi e realizzato grazie alla sponsorizzazione di Erco. A questo proposito si ringraziano Andrea Nava, Amministratore Delegato, e Sergio Stocchi.

“La Cappella Capponi è uno dei tesori di Firenze che affascina e riempie gli occhi ed il cuore con gioia e bellezza. Il genio di Pontormo è un vero richiamo che ci invita ad entrare in Santa Felicita ogni volta che passiamo per questo angolo della città. Per questa ragione il progetto di restauro è stato subito accolto da Friends of Florence. L’intervento alla cappella è stato totale e ha interessato tutte le opere presenti al suo interno, dalle lapidi ai manufatti lignei, dalle superfici murarie decorate alle parti ad affresco staccate, dalle opere in pietra, agli intonaci, fino al dipinto di Pontormo “La Deposizione”, ricollocato nella sua ubicazione originale dopo il restauro e dopo l’esposizione alla mostra “Il Cinquecento a Firenze” a Palazzo Strozzi – sottolinea Simonetta Brandolini d’Adda Presidente di Friends of Florence che continua – Ringrazio a nome della Fondazione Kathe e John Dyson, i donatori, che hanno reso possibile il progetto e tutti coloro che vi hanno lavorato dal Dott. Daniele Rapino per la Soprintendenza al restauratore Daniele Rossi e a tutto il suo team e al Parroco Don Gregor per la disponibilità ad eseguire i lavori.”

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