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La persona e il diritto alla terapia

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Il ruolo dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare in una tavola rotonda sabato 11 novembre alle 15 nella Sala d’Armi di Palazzo Vecchio.

Si è parlato del cosiddetto “Oro Verde”, l’utilizzo della molecola della cannabis a scopi terapeutici. L’evento è stato presentato dai consiglieri Nicola Armentano e Cosimo Guccione.

Ormai tutti lo chiamano l’Oro Verde, si tratta della molecola di cannabis che l’Istituto farmaceutico militare di Firenze, unico ente in tutta Italia, sta utilizzando per creare medicinali per uso terapeutico. Si parlerà anche di questa importante novità nel corso della tavola rotonda che si terrà sabato 11 novembre, dalle 15, nella Sala d’Armi di Palazzo Vecchio alla presenza della vice presidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi.

L’evento è stato presentato dal presidente della Commissione Politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali Nicola Armentano, dal consigliere delegato dal sindaco alle politiche giovanili Cosimo Guccione, dal colonnello Antonio Medica, direttore dello stabilimento chimico farmaceutico militare, da Katia Belvedere della direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale della regione Toscana e da Anna Scopinaro dell’associazione persone Williams Italia onlus.

“L’istituto farmaceutico militare – ha sottolineato il presidente Nicola Armentano – ha il compito di dare delle risposte che l’industria farmaceutica, purtroppo, non riesce a dare. L’istituto fiorentino attraverso la ricerca, la qualità ed il know-how offre delle soluzioni per chi è affetto da malattie rare.

E si parla di oltre 500 mila italiani. Si tratta di malattie che colpiscono una persona ogni 5.000 abitanti e dove spesso non si riesce a dare una risposta farmaceutica. Il gruppo PD in Palazzo Vecchio, che ha organizzato l’iniziativa che si terrà sabato 11 novembre, intende ribadire che l’istituto è una risorsa per la città e per tutti i cittadini.

Da poco, inoltre, l’istituto, unico in Italia, produce quello che è stato ribattezzato l’Oro Verde, la molecola estratta da cannabinoidi. E sappiamo ormai dai tanti report scientifici che la cannabis può offrire benefici e sollievi in alcune malattie e può essere utilizzata ad uso terapeutico. I cannabinoidi vengono ormai utilizzati per varie malattie invalidanti e che coinvolgono, più di altre malattie, l’intero nucleo familiare quali, per esempio, la SLA”.

La Toscana – ha ricordato il consigliere delegato dal sindaco per le politiche giovanili Cosimo Guccione – è stata la prima Regione ad approvare una legge per l’uso della cannabis a scopo terapeutico. Poche settimane fa la Camera ha approvato la legge sull’uso dei medicinali estratti dalla cannabis. Lo Stato si è dimostrato, in questo caso, innovatore: ha permesso, tramite l’Istituto Farmaceutico Militare, investimenti per la ricerca anche sui farmaci orfani e sulle malattie rare che, altrimenti, nessuna casa farmaceutica farebbe. Sarebbe importante che il Senato approvasse velocemente, in via definitiva, una legge utile per il bene di tutti”.

Attualmente l’istituto farmaceutico riesce a produrre solo un quinto del fabbisogno necessario.

“Il progetto cannabis è partito, su impulso del ministero della difesa nel 2014. Era strutturato per il fabbisogno di allora che prevedeva 100 chili di medicinale l’anno. Con l’evoluzione del progetto e l’aumento delle prescrizioni – ha spiegato il colonnello Antonio Medica, Direttore dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare – ad oggi la produzione non è più sufficiente. Le soluzioni che si stanno vagliando prevedono una via d’importazione parallela che permetta di acquistare ulteriori quantitativi di canapa che l’Olanda attualmente non è in grado di offrire.

L’istituto che dirigo avrà un ruolo di controllo e di garanzia perché fin dall’inizio del progetto è nostro compito garantire al paziente cannabis di altissima qualità. Continueremo a svolgere il ruolo di officina farmaceutica e, inoltre, il ministero cercherà dei finanziamenti per ampliare i nostri assetti produttivi. Già nel 2019 puntiamo a produrre 130/150 chilogrammi l’anno di cannabis e poi con ulteriori risorse arrivare a 300 chili l’anno per poi aumentare ulteriormente perché negli ultimi anni, in base al fabbisogno dei pazienti italiani, si è passati dai 70 chili l’anno del 2014 a quasi 500 chili l’anno. Il farmaco sta dando buoni risultati ed i medici stanno prescrivendo questa sostanza medicinale che permette di migliorare la qualità della salute”. (s.spa.)

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About the author

Milko Chilleri

Giornalista e VideoReporter, i miei primi compagni il video e la musica, mixati alla certezza che il suono e l'immagine riescono a parlare con tutti.

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