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Firenze, omaggio ad Aldo Mondino

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La galleria Santo Ficara che ha seguito per molti anni il lavoro di Aldo Mondino e la galleria Il Ponte, che  negli anni ha raccolto un importante nucleo di opere realizzate fra il 1963 e il 1964, presentano a Firenze una doppia personale in collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino.

Nel suo Omaggio la galleria Santo Ficara presenta opere scelte dalla sua collezione e che abbracciano un vasto lasso di tempo, da Ottobre russo del 1965/66 fino ad Applausi del 2004, toccando le tematiche che maggiormente hanno affascinato la pittura dell’artista: Das Meer (1980), Eiffel Safariana (1989), Turcatina (2001), Pittore d’insegne (2001), Tauromachia  (2003), Mosaico (2003), Danza Sufi (2004).

La galleria Il Ponte presenta invece solo opere realizzate  fra il 1963 e il 1964/5. Quadrettature, Monocr12la Pop, la prima grande grande rivelazione dell’artista, che nel 1964 espone proprio con queste opere alla Galleria Gian Enzo Sperone di Torino e alla Galleria La Salita di Gian Tomaso Liverani.

Come scrive Alberto Fiz, alcuni anni or sono: «Il problema è ancora, sempre, quello della pittura. […] Qualunque mossa si faccia, Mondino è in grado di spiazzarci, come avviene lungo il suo quarantennale percorso artistico. È un gioco complesso il suo, dove le convenzioni dell’arte sono messe continuamente in crisi. […] L’artista torinese si interroga sul significato recondito dell’immagine cogliendone la natura inconscia, senza rinunciare a una rappresentazione autenticamente decorativa in base a quell’idea che di decorazione aveva Henry Matisse e che spesso la pittura occidentale ha negato. Nessuna deroga nei confronti delle mode, nessuna tentazione concettuale, nessuna necessità di aderire ad un modello estetico, bensì percorso mentale che passa attraverso tela, pennelli e linoleum. […] Ma è bene non dimenticare l’elemento di fondo che sta alla base di tutta la ricerca di Mondino: il paradosso. […] Tutto slitta in una dimensione altra, tesa a cogliere l’aspetto molteplice dell’immagine secondo il percorso aperto dal dadaismo e dal surrealismo.» (Alberto Fiz, Il Paradosso della pittura, Milano 2002)

Aldo Mondino nasce a Torino nel 1938, dove muore nel 2005. Nel 1959 si trasferisce a Parigi dove segue i corsi di Hayter all’Atelier 17 e all’Ecole du Louvre, oltre al corso di mosaico all’accademia con Severini e il suo assistente, Licata. Importanti per la sua formazione si rivelano l’amicizia con Tancredi, le frequentazioni con Jou roy, Errò, Lebel, e con i famosi maestri Matta e Lam. La prima esposizione avviene alla Galerie Bellechasse, nel 1960, con quadri di accento surrealista. In contemporanea si tiene alla Galerie des 4 Saisons Anti-Procès, dal contenuto politico. Nel 1961 torna in Italia per il servizio militare, e alla Galleria L’Immagine espone la sua prima personale, con quadri di influenza ancora parigina. Nel 1962, Enrico Crispolti organizza una mostra a Venezia nella Galleria Alpha presentando una serie di quadri con grandi scritte con, all’interno di ogni lettera, figurine che ricordano i codici miniati. Aldo Mondino, Nome Cognome Indirizzo, La famiglia, La scuola, La religione, La morale e Il servizio militare sono alcuni dei titoli.

L’incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, si rivela un momento molto importante. Espone la serie delle Tavole anatomiche, realizzate con pittura su masonite, che rappresentazno un corpo umano. Contemporaneamente elabora, attraverso il suo lavoro, l’idea che il pubblico non sia più spettatore passivo, ma partecipe attivo dell’opera. Da Sperone, nel 1964, i quadri a quadretti rappresentano l’immagine di un’opera del pittore Casorati: una madre col bambino in braccio. Ancora nel 1964 espone a La Salita di Roma opere trattate similarmente ma con citazioni riprese dai temi dei manuali di disegno, come l’Aereoplano, Il pittore in erba, Il serpente, Il portiere. Nel 1965 è alla Galleria Stein di Torino: una riflessione sulla pittura, quadri con palloncini, Le cadute, bilance dove il colore pare scivolare sul quadro.

L’anno successivo e quello dopo ancora espone alla Galleria Marconi di Milano. Poi la personale presso Lia Rumma a Napoli;  collettiva all’Arco d’Alibert di Roma, nel 1968, poi alla Galleria Torre di Torino dove realizza la Torre di torrone e la serie delle Caramelle. Nel 1969, ancora all’Arco d’Alibert, con l’Ittiodromo mostra dei pesci veri con sangue. Realizza Mamma, Agnelli e Porcòdio, presentati a Roma; dopo essere stato esposto in una galleria di Brescia, quest’ultimo viene sequestrato e l’artista condannato a pagare una multa per blasfemia. Dopo una pausa di un anno, espone in una casa privata prestata per non esporre nel circuito tradizionale. Nascono i King, serie di quadri (1970) del primo incontro con la pittura e con l’artista stesso.

Nel 1972 ritorna a Parigi lavorandovi dalla fine del 1973 al 1980, concentrandosi sulla pittura, con esiti espositivi alla Biennale di Venezia del 1976 (dove ripartecipa nel 1993). Mythologies quotidiennes al Musée d’Art Moderne di Parigi è del 1977. La serie delle Tour Eiffel, con titoli come Le Tout Près War, è realizzata soprattutto con la tecnica dell’incisione con citazioni di immagini espressioniste. Nel 1980 è alla La Salita di Roma e alla Galerie Flinker di Parigi; nel 1981 e 1983 allo Studio De Ambrogi di Milano con la serie (nella seconda) degli Angeli, e da Franz Paludetto (1984-85). E’ toccato da suggestioni orientali; è attratto dal viaggio, verso un Oriente che tocca Marocco, Palestina, dove percepisce un parallelismo tra la preghiera e l’ntensa attenzione nel dipingere in modo concettuale. Presenta da Sperone Westwater a New York nel 1990 una serie che “ritrae” trentasei Sultani (vissuti tra il 1200 e il 1920). Poi la serie dei ritratti (Delacroix, Ingres, Satie, Mozart). Seguono mostre alla Fondazione Mudima di Milano, a Chicago, Ginevra, Parigi, Vienna, Londra. Nel filone orientale si inseriscono anche I tappeti, sovrapposti in composizioni a parete, con colori vivaci.

E ancora personali e partecipazioni a Fiere, al Museum fur Moderne Kunst – Palais Lichtenstein di Vienna (1991), al Suthanamet Museo Topkapi di Istanbul (1992, 1996), alla Biennale di Venezia (1993), al Museo Ebraico di Bologna (1995), all’Arte Fiera di Bologna (1998), a Mediterranea a Bruxelles, alla Galleria Marconi di Milano (1999), e ancora Galleria 1000eventi (Milano) e Sperone (Roma, The Byzantine world, 1999), alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Trento (2000). In parallelo si dipana la sua fascinazione per la Spagna, con la serie dei tori e toreri (mostra da Alessandro Bagnai nel 1996), e l’intento di realizzare lavori tridimensionali, anche in curiosi materiali quali il cioccolato, lo zucchero, accompagna il suo percorso artistico da sempre. Nel 2000 fa il primo viaggio in India e presenta Flowers alla Birla Academy di Calcutta. Tra il 2000 e il 2001 Santo Ficara presenta a Firenze una prima retrospettiva e l’anno successivo, dopo un viaggio a Berlino, viene operato al cuore a Milano. Di ritorno da un viaggio in Turchia una mostra di paesaggi della Cappadocia alla Galleria 41 di Federica Rosso, in occasione di Artissima e Galleria di mercanti (I mercanti sono per lo più turchi, un ricordo del viaggio in Cappadocia e Istanbul) alla Galleria Raffaelli di Trento.

La merce da loro venduta è costituita di materiali da lui utilizzati: dai tappeti in eraclite (materiale isolante impiegato nell’edilizia), ai pesci, ai cioccolatini. Per una grave polmonite viene ricoverato in ospedale, ma espone ancora alla Galleria Carlina di Torino, ad Artissima (Torino, con I nuovi temi dei cacciatori di orchidee dell’Ottocento), al MAR di Ravenna – con Aldologica (dove si rivedono per la prima volta I lavori degli ultimi quarant’anni), a cura di Claudio Spadoni e Valerio Dehò – e alla Galleria de’ Foscherari di Bologna nel 2004, anno prima di morire. Per un altro decennio, si susseguono in spazi pubblici e privati molte mostre – personali e collettive – che rendono omaggio all’artista scomparso.

Tra le tante, si citano Primo Coppi, secondo Bartali, terzo Mondino (RaccontAldo Mondino) opere 1963-2000, Colossi Arte Contemporanea (Chiari – BS); Rever et Revenir a Rivara, Castello di Rivara (Torino, 2005); Mappamondino, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (San Marino); Mondo Mondino. L’universo artistico di Aldo Mondino, Villa delle Rose (Bologna, 2007); Aldo Mondino, il doppio senso dell’ironia, Fortezza Castelfranco (Finale Ligure -SV-2008); Aldo Mondino Scultore, Piazza del Duomo e Chiesa di S.Agostino (Pietrasanta-LU- 2010); Mondino, Galerie Dontown Francois Lafanour (Parigi, 2012); Tappeti stesi e appesi, Galleria Santo Ficara (Firenze); Aldo Mondino: nomade a Milano, Fondazione Mudima (Milano); Mondino. Milano, Venezia, Calcutta, Galleria Giovanni Bonelli e Galleria Giuseppe Pero (Milano, 2013); Surprise. Aldo Mondino, GAM (Torino); Aldo Mondino. Tappeti e quadrettature, Galleria Tega (Milano, 2015); Aldo Mondino. Moderno, postmoderno, contemporaneo, Museo d’arte contemporanea, Villa Croce (Genova, 2016); Aldo Mondino galleria Santo Ficara e galleria Il Ponte (Firenze, 2018).

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