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Consiglio Regionale, approvata la nuova legge sulla dipendenza da gioco

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Via libera a maggioranza (28 voti a favore, nessun voto contrario, astenuto il gruppo della Lega) del Consiglio Regionale della Toscana alla legge su prevenzione e contrasto delle dipendenze da gioco d’azzardo patologico.

Le nuove norme, già frutto di un lungo lavoro in commissione rimarcato nel dibattito e precisato da Stefano Scaramelli – ritirati altri due testi di legge presentati da Marco Stella e da Serena Spinelli, convenuti sul lavoro condiviso nell’organismo consiliare – sono state illustrate all’assemblea. La consigliera Spinelli ha ricordato le ragioni di competenza che limitano l’azione della Regione. La Toscana si era già dotata di legge sul contrasto del gioco d’azzardo patologico (2013), ha istituito dell’Osservatorio (votato dal Consiglio) e comunque fin da prima aveva intrapreso l’attività di formazione degli operatori. Con la normativa al voto, cui ha collaborato anche Anci, si scende nello specifico delle azioni che si accompagnano all’azione preventiva, fermo restando che le licenze non le rilascia la Regione e che la cosa migliore resta quella di non giocare.

Le nuove norme sono state ricordate da Scaramelli. Si integra la disposizione che vieta l’apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro e la nuova installazione di apparecchi per il gioco lecito. Si prevede il divieto a una distanza inferiore a 500 metri da scuole, luoghi di culto, centri socio ricreativi e sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario e socio-assistenziale, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi e oro usati.

Sono ridefiniti gli obblighi di frequentare corsi di formazione per i gestori di centri di scommesse – e anche per i dipendenti – e di spazi per il gioco con vincita in denaro, e adeguate le sanzioni (da 1000 a 5000 euro) nel caso di inosservanza dell’obbligo. Il consigliere ha indicato gli elementi di novità introdotti che sono sempre, comunque, nella logica della prevenzione da operare sul territorio.

Secondo Paolo Sarti per poter parlare di prevenzione è necessario lavorare su altri versanti, ovvero sul contesto del disagio che poi conduce alla dipendenza, più che di singole misure che disciplinano, ad esempio, le distanze.
Andrea Quartini ha sottolineato gli aspetti di tipo socio antropologico rispetto al tema del gioco d’azzardo, al centro anche di una proposta di risoluzione collegata che il consigliere ha illustrato e l’assemblea approvato (sempre astenuta la Lega): si impegna la Giunta regionale ad attivarsi in tutte le sedi competenti per sostituire – nella normativa nazionale – i termini ‘gioco d’azzardo’ e ‘ludopatia’ con ‘disturbo da gioco d’azzardo’. Esiste infatti un continuum tra essere sani e malati, come per tutte le dipendenze, e nessuno può considerarsi al sicuro. Quartini ha ricordato il volume delle giocate nel nostro paese – circa 97 miliardi all’anno – e dei costi affrontati dallo Stato per le conseguenze prodotte: lo Stato è assente per insensibilità, ma a volte anche per conflitti di interesse. La legge al voto migliora i contenuti di una regione, la Toscana, che ha fatto forse più di qualsiasi altra in Italia sul tema del gioco d’azzardo.

Ringraziamenti anche da Marco Stella ai soggetti istituzionali che in commissione e in assessorato si sono adoperati per arrivare al risultato condiviso. Vale la pena votare la legge anche se restano aperte alcune grandi questioni su cui la Regione non ha alcuna competenza: si affronta il fenomeno delle slot machine ma non quello del gioco on line. L’augurio è di poter continuare a lavorare sulla prevenzione per migliorare ulteriormente la legge al voto.

Giovanni Donzelli ha ricordato l’importanza del tema in questione e l’impegno portato avanti in Consiglio anche nella passata legislatura. E’ certo che si può sempre fare di più anche in termini di controlli nei finanziamenti alla politica politica già sollevato nel dibattito da Quartini. (Cam)

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